Il mio vecchio buon treno in ritardo
Quando penso al grande meccanismo del trasporto pubblico, e in particolare alle beneamate Ferrovie dello Stato, mi capita spesso di ricordare un viaggio che feci quasi 25 anni fa tra Bardonecchia e Torino su quello che una volta si chiamava Locale.
Ricordo perfettamente le vecchie carrozze grigie con una porta ogni fila di posti a sedere, con le panche in legno, con la terza classe che in realtà costava come la seconda, con quell'odore di grasso usato per la manutenzione delle parti meccaniche; ricordo perfettamente che partendo con questo trenino di montagna, all'età di undici anni e in compagnia degli amichetti con cui avevo passato una settimana in campeggio con la parrocchia, questo viaggio sembrava un'avventura e ogni minuto di ritardo era un optional che in realtà arricchiva l'esperienza vissuta fino a quel momento.
Ricordo che arrivato in stazione a Torino con mezz'ora di ritardo ero talmente eccitato che sarei ripartito al volo.
Oggi invece le cose sono cambiate, viaggio tutti i giorni su un super treno che chiamano Freccia Rossa, che probabilmente nel suo cervello altamente tecnologico non si ricorda neanche del mio vecchio Locale, che discrimina le classi proponendo gadget e snack solo per chi può permettersi di spendere 88 per fare avanti e indietro i 147 Km. tra Torino e Milano, che non bada più alle esigenze di chi viaggia ma di chi deve far quadrare un bilancio, che trasforma un servizio pubblico in un bene di lusso.
La cosa buffa è che a distanza di anni continuo ad arrivare alla stazione di Torino con mezz'ora di ritardo ma stavolta sono incazzato nero. Rivoglio le panchine di legno e il mio sano spirito d'avventura!

Scritto da iron65 on gennaio 28, 2010 at 08:26 PM CET #
Scritto da Marco di Marco e Giò on gennaio 29, 2010 at 10:40 AM CET #
Scritto da Sea Man on febbraio 04, 2010 at 04:18 PM CET #