Volo via(?).

4 Commenti

No, no. Per ora ho le chiappe ben salde alla mia sedia, di fronte alla scrivania.

Ma, a voi si affaccia, o si è mai affacciata, nella vostra mente, l'idea di piantare bandiera in un altro Stato? 

Ah, che scemo, dimenticavo una giusta premessa: andarsene per andarsene, per il proprio piacere. Non sto parlando di questo per protesta allo Stato italiano, la fuga dei cervelli, le tasse ecc. mi son un pò rotto le balle di queste storie.

Parlo di come, vedendo una foto o un video di altri posti ci si fermi un attimo a pensare a come sarebbe vivere, vivere veramente altrove.

Scrivo perché ho letto questo su Repubblica:

http://racconta.repubblica.it/italiani-estero/risultatitotali2.php?ref=HREC1-4

Qualcuno, magari, è portato geneticamente per andar via; altri, forse, vedono la possibilità di essere chi vogliono in una città-simbolo del pluralismo come... toh, New York; altri potrebbero pensare di fare "fortuna" all'estero e godersi la vecchiaia nel belpaese.

Certo, tutte congetture, in pratica la questione è complessa (relativamente, se si decidesse di rimanere nell'ambito dell'Unione europea): il lavoro, l'alloggio, la lingua, l'assistenza sanitaria, avere a che fare con nuove leggi, gli affetti, abituarsi, la paura del fiasco, perché no?

Ma complesso non vuol dire impossibile.

Io, personalmente, ho un problema in più: una imminente laurea in giurisprudenza.

Anche nel territorio dell'Unione europea, questo settore ha una disciplina particolare... per dirla in breve: la medicina è quella in tutto il mondo, il diritto varia da Paese a Paese. Quindi, volendo esercitare la professione di avvocato, dovrei imparare un nuovo ordinamento giuridico (anche se quelli europei sono uguali, sostanzialmente, tranne quello inglese che appartiene alla Common Law).

Ma io la sparerei grandissima. Sono anni che, con amici vediamo un posto con gli occhi di un bambino di fronte al giocattolo nuovo: SYDNEY (Australia)

Non è all'estero: di più.

Conosco persone che da lì non sono più tornate; altri che hanno fatto rientro e ancora stanno piangendo.

Voi, la città nel cassetto? 


Uploaded with ImageShack.us

C'è questo brano dei Banco del mutuo soccorso che è perfetto: ascoltate il testo : )


Ciao!!!

 



Commenti:

un mio carissimo amico di nome Nigel, ha lasciato la suo bellissimo paese, la Nuova Zelanda, per approdare in Italia, prima a Catania, poi Napoli dove si è innamorato della mia carissima Carla, adesso sono sposati ed hanno uno splendido bimbo, Sam e vivono a Scampìa! Ogni volta che ci incontriamo e passiamo i nostri momenti "maschi" sul balcone a fumare una sigaretta gli domando ancora chi cazzo gliel'ha fatto fare... lui ancora non riesce a darmi una risposta! Puoi andare nel posto + bello del mondo, o stare nel peggiore, sarai sempre tu a costruire il tuo destino!

Scritto da Branca on ottobre 01, 2010 at 12:04 PM CEST #

Ciao Branca, che bello leggerti qui sul mio blog!!! : D Guarda, potremmo dire che il tuo amico, ha avuto la sua personalissima rivelazione: per realizzare il suo destino doveva venire in Italia. Alla fine, non è un dire che un posto sia meglio di un altro, col post volevo dire che magari, a volte sentiamo di dover andare altrove, anche solo perché ci piace in modo del tutto irrazionale! Poi siamo sempre noi a vivere la nostra vita! : )

Scritto da Gabbrio on ottobre 01, 2010 at 12:13 PM CEST #

Certo Certo... io invece intendevo dire che ci sono mete che nei nostri pensieri sono veri e propri paradisi (come l'Australia da te citata) ma poi viverci è un'altra cosa, ti può andar bene così come ti può andar male, non lo puoi sapere... lo devi solo VIVERE. Non credo Nigel avrebbe mai lasciato la Nuova Zelanda (Casa su una scogliera... roba da film insomma... ) per trasferirsi a Scampia tra la mafia organizzata!

Scritto da Branca on ottobre 01, 2010 at 12:17 PM CEST #

ho girato un pò per il mondo, sin da bambino ho sempre avuto il desiderio di viaggiare, ma un viaggiare limitato nel tempo e negli episodi. non mi riesco a collocare in uno stato estero per sempre, in me è molto più forte il voler girare il mondo vivendolo con la consapevolezza di partire come un esploratore che torna con un bagaglio sempre più grande ( no no branca, non sono stato in jamaica ... ). certo che il "naufragio" è sempre possibile, come giustamente ha raccontato branca, ma quelle sono cose che non si possono preventivare. giusto per dare sfogo al sondaggio ti dico che per me sarebbe una probabile questo posto :

Scritto da Intek on ottobre 01, 2010 at 01:03 PM CEST #

Inserisci un commento:
  • HTML: Abilitato