A BERLUSCONI NON VIENE PERDONATO DI ESSERE UN UOMO INFELICE
A BERLUSCONI NON VIENE PERDONATO DI ESSERE UN UOMO INFELICE
Lettera di Andrea Di Consoli a "Il Riformista"
Caro direttore, ho ascoltato attentamente le registrazioni che Patrizia D'Addario ha fatto delle sue sortite a Roma con Silvio Berlusconi. Mi ha molto impressionato la telefonata del presidente del Consiglio con la voce roca, laddove il Presidente, con dolcezza, parla alla D'Addario dei propri spostamenti e dei propri discorsi pubblici, come avesse avuto bisogno di una parola dolce di supporto.
Dico la verità: mi fa tristezza soprattutto la piccola vita della D'Addario, una delle tante donne italiane che hanno risolto in sede sessuale gravi conflitti e drammi di natura psicologica. Ma che senso ha entrare nella casa altrui con un registratore nascosto? E' proprio vero, allora, quel che il Presidente dice di se stesso, e cioè che a casa sua lui non perquisisce nessuno. Qual è il reato di Berlusconi? Essere, in fondo, un uomo solo? Promettere qualcosa a una donna che a lui si offre? Non so, ma proprio non ci riesco a scandalizzarmi. Non mi scandalizza la vicenda di Noemi Letizia, non mi scandalizza la vitalità di Berlusconi, non mi scandalizza il promettere senza poi mantenere, non mi scandalizza la notte con la D'Addario. Gli italiani non credono più in Dio, però fingono di avere una morale. Invece una morale non ce l'abbiamo più. Qual è, perciò, lo scandalo? E quanti scandali dovrebbero scoppiare se applicassimo a tutti l'inutile severità che usiamo con Berlusconi? Berlusconi è infelice come molti. E' questo che non gli viene perdonato?
Scritto da Claire on luglio 23, 2009 at 12:34 AM CEST #