Le responsabilità di un'insegnante

Ciao ragazze,
condivido con voi questo bel blog post che ho trovato, arriva da qui

http://bdpaladin.com/2011/02/08/the-responsibilities-of-an-instructor/

E ve lo traduco!

Ogni tanto scherzo sul fatto che essendo un'insegnante di danza del ventre devo assumere diversi ruoli con diverse capacita': fisioterapista, consulente, sergente, amica, insegnante, DJ, trainer...e molto altro. Essere in grado di essere tutte queste cose e' una gran responsabilita'.

Come istruttrice, ho un gran dovere verso le mie allieve. Per molte di loro, io sono una delle loro prime insegnanti. Questo significa che le loro prime impressioni della danza del ventre sono nelle mie mani. Sono responsabile della loro educazione. Sono responsabile di mostrargli come prendere cura dei loro corpi. Sono responsabile non solo di fargli eseguire i movimenti in modo corretto e sano, ma anche di sapere che li stanno facendo bene. sono responsabile di criticarle senza danneggiare la loto autostima. Sono responsabile di condividere le informazioni in modo divertente e memorabile. Sono responsabile di insegnargli la storia della danza del ventre (o almeno quello che sappiamo) e che loro sappiano chi e' stato influente nella danza attraverso gli anni. Sono responsabile di introdurle alla musica mediorientale, e di fare in modo che conoscano i principali strumenti e suoni. Sono responsabile di insegnare i ritmi, la teoria della muscia, come contare la musica, come trovare il ritmo e come essere una percussionista con i cimbali. Sono responsabile di dare ai miei studenti le piu' accurate informazioni possibili su tutti gli aspetti della danza.

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Come istruttrice, devo essere un esempio. Un modello che i miei studenti possano essere orgogliosi di seguire. Quando diventai un'insegnante, non avevo realizzato di avere tutti questi doveri, ma piu' insegno, piu' mi sento in dovere di contribuire all'educazione dei miei studenti.

Insegno perche' amo condividere conoscenza. Insegno perche' amo quei momenti in cui un'allieva esegue finalmente un movimento che non e' riuscita a fare per mesi. Insegno perche' amo la luce negli occhi delle allieve quando parlo della storia del tribal belly dance. Insegno perche' amo vedere le allieve trasformarsi in donne con piu' autostima. Insegno perche' credo che ci siano cose che ogni allieva di danza del ventre dovrebbe conoscere. Insegno perche' mi piace. So di non avere tutte le risposte, ma se hai una domanda a cui non posso rispondere, probabilmente ti posso dire chi ti puo' aiutare.

Credo che tutti gli insegnanti abbiano una gran responsabilita; nei confronti dei loro studenti, ma non tutti gli insegnanti si sentono allo stesso modo. Ci sono insegnanti che insegnano perche' vogliono attenzione, vogliono sentire il controllo, vogliono sentirsi importanti e aumentare il loro ego. Ci sono quelli che sentono il proprio talento minacciato dai propio studenti. Ci sono quelli che parlano male di altre ballerine e insegnanti davanti alle proprie allieve. Questi comportamenti danneggiano lo sviluppo di nuove ballerine, sono cattivi esempi e cattivi ricordi che le ballerine avranno quando lascereanno la scena. Fortunatamente, ci sono molti insegnanti la' fuori che capiscono che sono mentori e guide, e che l'educazione delle loro allieve e' nelle loro mani.

Insegno perche' penso di avere il dovere di dare alle mie allieve la conoscenza che ho collezionato, perche' se non riassumo la mia conoscenza e la offro, che bene ne potrei trarre a tenerla per me?

Come insegnanti, abbiamo responsabilita' e doveri verso le nostre allieve. Dovviamo dare le migliori informazioni che abbiamo e dobbiamo continuamente formarci. Dobbiamo essere umili, anchhe cercare informazioni non solo per noi stesse ma per le allieve. Come insegnanti, dobbiamo trasmettere l'eredita' di questa danza alle allieve. Prima o poi, qualche studente sara' insegnante, e dobbiamo fare in modo che la loro conoscenza di questa danza abbia solide fondamenta, e dobbiamo instillare e far crescere l'amore dell'insegnamento in loro.

Posted on febbraio 17, 2011 by SimonaAlmee

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Vuoi un consiglio leggi la Bibbia!!!!

Perchè abbiamo l'insana abitudine di giudicare le persone senza conoscerle? Perchè siamo sempre insoddisfatti? Perchè non abbiamo + pazienza? Perchè a volte siamo cattivi gratuitamente? Perchè non capiamo mai i comportamenti degli altri?
Leggendo la Bibbia un libro per noi CRISTIANI sacro(ovviamente per chi CREDE)che ho cominciato a leggere quando arrivata al culmine di una crisi di nervi, mi sono rifugiata nella lettura dopo che mio suocero mi disse che avrei potuto trovare risposte se avessi avuto veramente fede...so che forse qualkuno leggendo potrà pensare che io sono pazza, ragazzi vi giuro che è vero!!!
A parte il fatto che lo ritengo un libro veramente attuale, nel senso che leggendo mi sono resa conto di trovare risposte a domande che mi sono sempre fatta, ma alle quali non mi sapevo dare una risposta...e devo dire che quando ho finito di leggerla, mi sono sentita davvero soddisfatta.
Ho imparato tante cose, e soprattutto non mi sono mai sentita tanto vicina a Dio...Probabilmente quest'argomento verrà deriso, ma io non ho vergogna di dire a tutti che AMO DIO, e che ogni giorno prego e lo ringrazio per tutto quello che incontro nel mio cammino.Dio è qualcosa di così bello,così VIVO, ed io non lo sapevo perchè prima ero ignorante...
Ragazzi, credetemi e non abbiate paura di Dio, Dio ci ama, nonostante i nostri peccati...e vi assicuro se chiedete vi sarà dato, ma soprattutto avrete tanta pace nel cuore!!!!!
DIO VI BENEDICA TUTTI!!!!!!!


glitter-graphics.com

Posted on giugno 10, 2010 by SimonaAlmee

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IMPROVVISAZIONE DI PERCUSSIONI_SimonaAlmee

Posted on giugno 07, 2010 by SimonaAlmee

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Tributo agli U2

Posted on giugno 07, 2010 by SimonaAlmee

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GLI UOMINI VENGONO DA MARTE, LE DONNE DA VENERE...John Gray

Immaginate che gli uomini vengono da Marte e le donne da venere.Un giorno di molto tempo fa, guardando nei loro telescopi,i marziani scoprirono le venusiane.Questo bastò a risvegliare in loro sentimenti fino a quel momento sconosciuti. Si innamorarono e in tutta fretta organizzarono viaggi spaziali per raggiungere Venere.Le venusiane accolsero i marziani a braccia aperte, avevano sempre saputo che quel giorno sarebbe arrivato e i loro cuori si aprirono a un amore mai provato prima.L'amore trai marziani e le venusiane aveva una qualità magica. Provavano grande piacere a stare insieme, nel fare le cose insieme, nel dividere tutto. Sebbene di origini diverse, apprezzavano le reciproke differenze. Dedicarono mesi a studiarsi, esplorarsi e ad apprezzare i rispettivi bisogni, preferenze e modi di comportamento. Per anni andarono d'amore e d'accordo. Poi decisero di raggiungere la terra. All'inizio tutto era bellissimo, ma poi gli effetti dell'atmosfera terrestre cominciarono a farsi sentire e una mattina al risveglio tutti si scoprirono affetti da un particolare tipo di amnesia... Sia i marziani che che le venusiane dimenticarono di provenire da mondi diversi e di essere per forza differenti. In una sola mattinata tutto quello che avevano imparato venne cancellato dalla loro memoria. E da quel giorno uomini e donne sono vissuti in conflitto.

Posted on giugno 07, 2010 by SimonaAlmee

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CONTESTO DI GRUPPO...

Il contesto in cui si danza spesso, ma non sempre, è quello del gruppo di sole donne ed anche ciò può rappresentare una risorsa terapeutica fondamentale.
Danzare da sole e danzare tra donne sono due esperienze molto diverse.
La forte coesione che si può sviluppare anche in gruppi corporei come quelli di danza orientale spesso si manifesta mediante la creazione di un simbolo del gruppo che può essere costituito ad esempio da un nome, da un rituale, da un saluto, da un applauso finale, ecc?
La disposizione in una forma circolare che unisce senza un inizio e senza una fine, consente di celebrare un femminile positivo, che può aiutare a superare il rifiuto totale o parziale del proprio genere sessuale, presente talvolta in alcuni momenti evolutivi o in alcune difficoltà psicologiche.
Il gruppo di danzatrici del ventre inoltre permette un naturale confronto sul femminile , senza dovere esprimere verbalmente l'argomento, offrendo un' area protetta dove alcuni aspetti quotidianamente non svelati o non vissuti possono essere sperimentati, condivisi e rispecchiati reciprocamente.
Ciò assume un valore fondamentale soprattutto in momenti critici dell'evoluzione del sé femminile, quali la pubertà e l'adolescenza, ricchi di trasformazioni corporee (la comparsa del seno o l'arrotondamento dei fianchi) che possono così essere esplorate, elaborate e accettate con più facilità.
Un intervento evolutivo attraverso la danza del ventre la riconduce nell'ambito delle cosiddette danze educative che possono sviluppare autoriflessioni che concorrono alla formazione della personalità e dell'identità.
Un altro momento del ciclo di vita in cui il gruppo di danza del ventre può diventare un gruppo importante psicologicamente è quello della gravi-danza; in tale momento esso infatti si presta per la condivisione di un altro aspetto peculiare della femminilità: la generatività. Attraverso la sperimentazione di movimenti morbidi, lenti e dolci, le future mamme entrano in contatto con i propri figli cominciando a cullarli con i loro movimenti che, allo stesso tempo, rendono più elastici alcuni muscoli coinvolti nel parto.
In questo modo si possono consolidare le basi della relazione madre-bambino e, allo stesso tempo, la danza del ventre può essere cominciata a pensare dalle gestanti come una risorsa per rimettersi in forma allegramente dopo il lieto evento. Questo può tornare utile per affrontare le difficoltà che possono nascere nel rapporto con il proprio corpo cambiato dalla gestazione, contribuendo a prevenire uno degli aspetti cognitivi che sembra contraddistinguere l'autopercezione corporea nella depressione post-partum.
La presenza del maschile (non sono rari i bravissimi insegnanti e ballerini di danza orientale!) può rappresentare un livello intermedio nel passaggio dall'espressione delle parti di Sé riscoperte solo tra donne, alla loro manifestazione in un contesto più reale che è per sua natura misto.
I benefici fino ad adesso chiamati in causa in relazione all'esercizio della danza del ventre potrebbero farla sembrare quasi una danza magica. Per questa ragione sono opportune alcune precisazioni conclusive da parte di chi crede negli interventi terapeutici seri e metodici:

PRECISAZIONI
I cambiamenti terapeutici sono potenzialità della danza del ventre le cui manifestazioni e la cui intensità dipendono dalla disponibilità a mettersi in gioco e dalla costanza delle partecipanti, nonché dalla competenza del conduttore. Ciò significa che non tutte le lezioni di danza orientale possono avere tutte le valenze terapeutiche descritte. Conseguentemente la conduzione di incontri con obiettivi danzaterapeutici va affidata a professionisti adeguatamente formati o danzatori e danzatrici affiancati da esperti in danzaterapia.
L'esperienza della danza orientale , anche nella sua forma terapeutica più completa rappresentata dalla danzaterapia, non esclude la necessità di altre forme di intervento nel trattamento del disagio psicologico.
Il gruppo di danza , pur non nascendo come gruppo terapeutico, può fornire contributi positivi alla vita psicofisica delle sue componenti.
Prima di iscriversi ad un corso di danza del ventre è sempre utile sentire il parere del medico di fiducia e, in particolare in gravidanza, sottoporsi alla consulenza ginecologica in itinere.

Posted on giugno 07, 2010 by SimonaAlmee

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L'ESPLORAZIONE DI DUE SIMBOLI PSOCOLOGICI

Attraverso i movimenti coreografici e incantatori delle braccia che accompagnano i passi egiziani, tunisini, si scoprono allegramente le risorse e le potenzialità espressive del movimento di un corpo che spesso, nelle nostre civiltà, è vissuto esclusivamente all'insegna del bello e statuario. In questo modo, nel flusso sempre più morbido del movimento (fino ad ondeggiare come in un liquido!), trovano spazio le emozioni.La riscoperta del linguaggio del movimento consente di immaginare facilmente i vantaggi psicologici della danza orientale che, in tutti quei casi in cui il corpo è vissuto come un problema (ad es. dismorfofobie, disturbi alimentari, esiti di abusi sessuali…) può, pur senza sostituire ed escludere un opportuno trattamento psicoterapeutico ed eventualmente medico, aiutare a far pace con il proprio corpo e ad accettare la propria femminilità.
Il gioco con il velo tipico della danza orientale, denominata per questo dei sette veli, consente un'esperienza che in danzaterapia viene creata con l'utilizzo di stoffe di raso o di velluto allo scopo di far risperimentare la sensorialità, facendo rivivere il piacere delle carezze attraverso il contatto con i tessuti utilizzati e riattivando l'esperienza avvolgente di contenimento che permette di sperimentare quasi una seconda pelle.Lo spazio personale in questa danza non conosce limiti di sperimentazione se non quelli della condivisione, come spesso avviene, del cerchio che rappresenta il contesto in cui frequentemente si svolgono le lezioni di danza orientale.

Posted on giugno 07, 2010 by SimonaAlmee

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LA CREATIVITA'

Attraverso la musica e la danza orientale, la creatività ritrova un suo spazio dove la ragione si concilia con la passione. Questo aspetto benefico, legato ad una vera e propria forma di espressività artistica, è stato il motivo per cui una la danza del ventre è stata anche definita danza della poesia.

E' così che sui suggestivi ritmi dell'Egitto, della Turchia o del Libano, il corpo può diventare mezzo per disegnare e imitare le forme più svariate (cerchi, otto, onde, cammelli, gabbiani…) su cui si concentra, quasi in modo ipnotico, l'attenzione di chi le esegue, con il risultato che pensieri e preoccupazioni vengono abbandonate, almeno per un po'.
In proposito, un'accanita fumatrice raccontava di non essere mai riuscita a distrarsi dal bisogno della sigaretta come le accadeva durante gli incontri di danza orientale!
Il ritmo della musica cattura il corpo delle danzatrici trasformandolo in un vero e proprio strumento musicale. Le cinture di chiffon ricche di medaglie allacciate in vita ed i sonagli che abbelliscono il corpo delle ballerine permettono, attraverso movimenti caratteristici che coinvolgono singolarmente busto, fianchi e braccia, di partecipare alla costruzione e alla ricostruzione della melodia in una coreografia che lascia ampio spazio all'improvvisazione. Oltre al movimento di singole parti del corpo infatti, un altro principio su cui si fonda la danza del ventre è quello della libertà di manifestare quello che si prova (dolcezza, gioia, sensualità, malinconia, rabbia…) attraverso la combinazione e le varianti dei passi-base.
Ciò può divenire un importante momento psicologico di catarsi in cui le emozioni abitualmente trattenute vengono espresse grazie ad un processo di sublimazione che opera una loro trasformazione in forme la cui manifestazione è personalmente e socialmente accettabile.L'espressione simbolica di sé trova in tal modo diverse strade che si intrecciano e, attraverso i processi creativi, acquista il sapore del gioco e della fantasia. Ne è un esempio il far tintinnare i sonagli sul proprio corpo che consente di conoscersi meglio aumentando la propria consapevolezza fisica attraverso un'esperienza sensoriale che ricorda la passione infantile per gli oggetti sonori che guidano alla scoperta del mondo.

Posted on giugno 07, 2010 by SimonaAlmee

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LA MUSICA ORIENTALE

E' uno dei primi elementi che, accompagnando gli incontri di danza del ventre, amplifica le potenzialità terapeutiche di quest'ultima, essendo di per se stessa un elemento benefico e curativo.
Essa infatti possiede alcune peculiarità, da lungo tempo studiate nell'ambito della musicoterapia, che hanno specifiche influenze fisiche e psichiche globalmente definite effetto di rilassamento.
Il cuore della musica orientale batte ritmi distensivi, pacificanti e tranquilli ma, allo stesso tempo, rallegranti i quali attivano facilmente una risonanza sui nostri ritmi fisiologici che tendono ad entrare in sintonia con essi.
Ne conseguono emozioni positive e sentimenti salutari come serenità, gioia, senso di fiducia nelle proprie abilità e intimità con se stessi, che dipingono di nuova luce persino i volti delle esordienti che decidono di sperimentare le prime lezioni di danza orientale. Forse sono proprio espressioni come queste che, catturate sui volti delle danzatrici orientali, hanno generato nuove denominazioni di questa disciplina nota anche come danza della felicità.
Il rilassamento è agevolato anche dalla monostrumentalità dominante in queste musiche flautate e piene di suoni ritmati, vibrati e profondi, prodotti da strumenti a corda, a percussione o aerofoni, lontani dagli interessi e dalle consuetudini musicali occidentali ormai piene di chitarre elettriche e suoni ottenuti da sintetizzatori.
Inoltre diversi studi neuropsicologici, compiuti grazie all'ausilio di moderne tecniche di bioimmagine, hanno evidenziato come in tali melodie le combinazioni sonore inarticolate e talvolta ripetitive stimolano la creatività dell'inconscio attraverso l'attivazione di diverse aree dell'emisfero cerebrale destro, deputato alle attività immaginative.La musica orientale è quindi, nella danza del ventre, il primo passo verso il recupero di aspetti spesso sovrastati dalle richieste logiche e razionali che la vita attuale ci rivolge costantemente

Posted on giugno 07, 2010 by SimonaAlmee

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I BENEFICI PSICOFISICI DELLA DANZA ORIENTALE...dal sito benessere.com

Esistono numerosi benefici per il corpo e per la mente che vengono abitualmente associati all'esercizio di quest'antica arte, definita anche Danza Orientale, chiamata Raks Sharki in lingua originale e Belly Dance in inglese.

A livello fisico si verifica un miglioramento della circolazione sanguigna, del transito intestinale, dei dolori mestruali e di quelli della colonna vertebrale, sia a livello lombare che cervicale, mentre a livello psicologico i vantaggi ottenibili sono stati spesso indicati in termini di rilascio delle tensioni, di acquisizione di una maggiore consapevolezza corporea, di un senso di rinascita e di riscoperta della femminilità.

Si tratta di risultati che possono ricondurre la danza del ventre nell'ambito delle tecniche della fisiodanzaterapia, cioè un intervento che mira alla riabilitazione fisio-motoria attraverso specifiche tecniche di danza. Questa disciplina infatti possiede potenzialità di cura che, se attivate e gestite da professionisti adeguatamente formati e competenti, può essere rivolta alla prevenzione e al recupero di disturbi psicopatologici, attraverso la danza individuale, di coppia o di gruppo.
A questo punto si potrebbe cominciare a dubitare che si stia parlando della stessa danza del ventre che si crede di conoscere, poiché l'immaginario occidentale è ricco di danzatrici del ventre che si esibiscono per gli uomini, sottolineando più l'esperienza relazionale-sensuale legata a questa danza.E' dunque utile fare un passo indietro e tornare alle origini della danza orientale per comprenderne il suo significato antico che è strettamente connesso alle sue valenze terapeutiche psicofisiche e che consente di rileggere una simile esperienza nelle sue possibilità personali-terapeutiche per chi la compie, che tuttavia non escludono né la relazione, né la sensualità.

E' una sorpresa per molti scoprire che la danza orientale non nasce per essere uno spettacolo che allieta gli uomini, bensì come una danza delle donne per le donne che si ricollega ad antichi culti religiosi legati alla madre terra che propiziavano e celebravano la fertilità nelle antiche società matriarcali della Mesopotamia. Si narra che essa venisse danzata in cerchio intorno alla partoriente dalle altre donne che, in questo modo, partecipavano simbolicamente alla messa alla luce del nascituro, o ancora che fosse utilizzata durante le festività agricole per propiziare un buon raccolto.
La sua natura veniva associata dunque ad una femminilità-fertilità e non vissuta esclusivamente come sensualità.

Questi riferimenti storici rappresentano una premessa necessaria prima di incominciare l'approfondimento dei diversi aspetti che permettono di leggere le potenzialità benefiche di una danza che può rappresentare una forma di sintesi dei contributi della musicoterapia, della danzamovimentoterapia e della psicologia dello sport.

ASPETTI TERAPEUTICI DELLA DANZA ORIENTALE

Partendo dall'idea che un'esperienza di confronto con la danza orientale è un vissuto prima di tutto personale, si possono meglio comprendere quali sono le caratteristiche che contribuiscono a farne un momento dalle possibilità terapeutiche.

Posted on giugno 07, 2010 by SimonaAlmee

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ASSOLO DI DARBUKA....le percussioni nella danza orientale

L'assolo di darbuka, lo possiamo definire come un cocktail di ritmi arabi, in quanto in questo assolo ritroviamo quasi tutti i ritmi base della musica araba. Il miglior modo di rappresentarli fedelmente è di studiarli separatamente, classificando gli stili di danza e tutta la "famiglia" di passi, in modo tale da avere un assolo fluidamente ritmico. Nella'ssolo di darbuka si può apprezzare la vera bravura della danzatrice, come artista e come grande esperta nel suo ruolo.

Posted on giugno 07, 2010 by SimonaAlmee

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IL SAIDI...uno stile della danza orientale

Lo stile Saidi nasce nell'Egitto del nord , nella regione "El Saaid", tra Gizen e Edfu. In Egitto abitano tantissimi popoli, ma si dice che il popolo con il temperamento più infuocato e pericoloso è proprio il popolo Saidi! Con la parola "Saidi" si definisce tutto ciò che si collega a questa regione.
Lo stile Saidi è vivo, energico ed apparentemente semplice. Naturalmente viene usata l'assaya (il bastone) anche se non in tutte le interpretazioni. L'uso di questo oggetto deriva dal fatto che in quelle terre tradizionalmente gli uomini portavano con sé lunghi bastoni di bambù che venivano usati come arma. Gradualmente si è creata una danza particolare maschile - Tahtib, nella quale veniva simulato il combattimento con i bastoni. Le donne hanno assimilato la maniera di ballare con il bastone, ma creando una danza più leggera e giocosa e cosi è comparso lo stile Raks al Assaya.
Ora ci sono due versioni di Saidi: una è il Tahtib che viene eseguita dagli uomini e l'altra e il Raks Al Assaya eseguita dagli uomini e dalle donne. In ambedue le versioni lo spettatore può apprezzare tanti trucchi e virtuosismi nel uso del bastone. La versione femminile è ovviamente più elegante e può solo lievemente imitare il Tahtib.
Per la musica, viene usato proprio il ritmo originale Saidi, facilmente riconoscibile. L'orchestra suona degli strumenti tradizionali come il rababa (un antenato del violino odierno), il mizmar (una specie di flauto) e diversi strumenti a percussione.
Il movimento del bastone avviene secondo i tempi della musica.
Il costume tradizionale per il Saidi maschile è composto da pantalone lungo, camicia con le maniche larghe e collo rotondo e una lunga sciarpa avvolta intorno alla testa.
Le donne usano abito Baladi con una cintura oppure la sciarpa attorno i fianchi e un classico foulard un testa.
Si precis ache questo ballo non è per niente femminile, le donne lo ballano per imitare gli uomini nella lotta!

Posted on giugno 07, 2010 by SimonaAlmee

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IL KHALIGI...uno stile della danza orientale

Il Khaligi è un ritmo entusiasmante che in occidente attrae molto,è originale del Golfo Persico(Arabia Saudita,Kuwait,Emirati Arabi).
In una zona gli spettacoli folkloristicidove si trova la Mecca, luogo principale e sacro dell'islam, dove la donna non può esporsi né mostrarsi, è nata un aspressione artistica dove si abbinano movimenti con ampliissime tuniche, orecchini e lunghe capigliature in una graziosa e allegra danza. essa consiste nel muovere i lunghi capelli a ritmo di musica da una spalla all'altra, con gran destrezza e passi geometrici. Le danzatrici usano lunghi orecchini che spesso misurano fino a 30 cm, e un'ampia tunica ricamataa filo d'oro.
e' una danza legata alla gente del deserto, ma che svolge in ambiti sociali dove abbondano ricchezze, quindi una danza molto raffinata e signorile...
una particolarità...i capelli della danzatrice non devono essere puliti, cioè non devono scivolare in maniera scolta come quando abbiamo i capelli puliti, ma devono avere una consistenza + dura. (non so se avete capito...vabbè ragazze i capelli devono essere sporchi almeno di 2/3giorni)

Posted on giugno 07, 2010 by SimonaAlmee

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IL TAKSIM....uno stile della danza orientale

Taksim significa letteralmente SOLO, non in relazione alla persona, la riferito ad uno strumento musicale, possiamo ascoltare un assolo di o taksim di violino, di cetra(che è tipo un mandolino) o di darbuka.
In occidente quando parliamo di Taksim ci riferiamo ad un ADAGIO...in pratica nella danza ci sono + movimenti ondulatori, movimenti delicati delle braccia e soprattutto i "famosi" movimenti del ventre.
Però....esiste anche il plurale del taksim....
Il Takasim....in pratica si ha quando vari assoli di strumenti nella melodia, di solito lo possiamo ascoltare con un accompagnamento base di percussioni e va ballata sulla melodia, marcando solo in alcuni punti gli accenti ritmici.....
IL TAKSIM E' IL BALLO DEL SERPENTE KE DIVENTA DONNA....ovvero la danzatrice che con le sue movenze serpentine e il suo sguardo ammaliante capta e ipnotizza lo spettatore.

Posted on giugno 07, 2010 by SimonaAlmee

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IL BALADY...uno stile della danza orientale

Il termine baladi viene usato per definire tutto ciò che è popolare, genuino, tradizionale e che proviene dal cuore, significa nativo o appartenente al paese, facendo riferimento alle radici culturali rurali, e rappresenta uno stile di danza popolare ma urbana,il Baladi è la vera e propria rappresentazione dell'allegria del popolo.
La danza diviene introversa, lo sguardo si abbassa, i movimenti sono piccoli e contenuti, le mani assumono una nuova importanza, ora hanno un messaggio da trasmettere, un dramma, un amore, un sentimento da raccontare e ricamano nell’aria, seguendo il corpo nei suoi movimenti.
L’abbigliamento tipico della danzatrice consisteva in un vestito lungo molto lavorato chiamato galabeya con una sciarpetta intorno ai fianchi e spesso anche con un foulard come copricapo.
I musicisti improvvisano a turno diversi strumenti e così improvvisa anche la danzatrice per poter esprimere meglio l’emozione del momento, per tradurre con i gesti sentimenti quali la nostalgia e l’amore, diventando una cosa sola, i movimenti della danzatrice ispirano i musicisti e i musicisti guidano i suoi passi, in un dialogo continuo e stimolante.

Posted on giugno 07, 2010 by SimonaAlmee

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