MUSICA PER LE MIE ORECCHIE
L'estate del 1996 non fu una delle più calde, passò in fretta lungo i binari che univano sud e nord dell'Italia; io avevo 18 anni, Vasco suonava "Nessun pericolo x te" ed io mi immedesimavo sempre più in quella "Mi si escludeva" incappucciata e torbida di vecchie sensazioni passate. Si perchè ormai la scuola era passata, finalmente si spalancavano le porte della libertà, una nuova vita, seppur da matricola era pronta per essere morsa. In quell'estate le note della mia vita iniziavano a mettersi insieme per comporre una delle melodie più belle ed interminabili della mia esistenza. Il Rock che aveva pentrato il mio cervello cominciava a divenire forma di espressione, contatto... una nuova dimensione.Seduti ad un tavolo io e il mio "Canitano" mettiamo in piedi la nostra prima piccola scaletta, smells like teen spirit, what's up, light my fire erano le prime canzoni strimpellate e pagate da una festa privata in quel di Scario... che emozione!
Così un susseguirsi di eventi, incontri, emozioni e soprattutto musiche fecero da torba ad un progetto musicale ben impiantato nella mia testa. Nascono prima i "Sunrise", poi "Fuck-Simile", poi "120 Db"... cover su cover, locali su locali che ospitavano il nostro rock & roll, da chuck berry a madonna, dai nirvana ai police, da vasco a ligabue, insomma... buona parte del rock era nelle nostre corde. Dopo 5 anni la prima svolta, arriva Daniele, figliastro di Anthony Kiedis (RHCP) e inserisce una nota stonata nei nostri reef scontati; nascono i Dolci Veleni:
Dima voce e kitarra, Petto alla kitarra solo, Kanitans (che nel frattempo fa amicizia con Flea) al basso e il cinghiale (io) alla batteria. I locali sono sempre alla nostra portata, il genere completamente diverso, dal rock & roll classico entriamo nei meandri del grunge e del punk per disperderci nel progressive + acuto e disperato, nascono i primi brani fatti in casa e le prime produzioni: una ranocchia blu... e una verde distinguono i dichi nei locali; i Dolci Veleni girano, ma non volano... gli Smashing Pumpkins insegnano, "Zero" è grandiosa ci vuole qualcosa in più...
Nel 2004 Dima si fa da parte, arriva al suo posto Sansone, voce e kitarra nuove di zecca e con una verve appassionante, vasco nel sangue, liga nelle corde, rock tra le mani! i Dolci Veleni diventano i Malerba, si chiudono in studio ed incidono il primo disco, 6 brani carichi di rock e di rabbia, 6 brani ricchi di emozioni vissute, 6 brani x me davvero indimenticabili.
La musica ha lasciato il segno sulla mia pelle... nelle mie vene scorre ancora il Rock & Roll, ma non solo... ogni sonorità, qualsiasi essa sia, se riesce a regalare emozioni resterà sempre... musica per le mie orecchie!
SOUL REBEL
Non mi soffermo più di tanto davanti allo specchio, non mi sono mai piaciuto, ed evito di osservarmi per evitare di guardare tutti i difetti del mio corpo, dal naso a qualche piccola ruga... Così alle volte il modo migliore che ho per guardarmi allo specchio, è suonare una canzone, o ascoltare un po' di musica.
è da qui che nasce la mia passione per le note, per i suoni, i gruppi, il rock&roll e non solo.
Sono cresciuto con una mamma in trincea, la difesa della classe operaia, il partito laburista, il sindacato, erano solo delle scuse. Rosalba (mia mamma) è stata una 68ina... è cresciuta con i Beatles, i Rolling Stones e con la voglia di Libertà, quella voglia di scrollarsi di dosso i vecchi stereotipi degli anni 40, quelli con i quali la mia sapiente Nonna Totò l'aveva cresciuta.
Ha fatto del lavoro una sua ragione di vita, dal sostentamento alla realizzazione di una carriera, da apprendista a manager indiscussa, da libertina a conservatrice, da rivoluzionaria ad aziendalista.
Non la critico, ma... "ancora" non la capisco.
Sono cresciuto con mia nonna, si, Nonna Totò, sen'è andata 3 settimane orsono, non cel'ho fatta a farle fare il bis, ha cresciuto tante generazioni, i suoi 5 figli, i suoi 8 nipoti diretti, qualche decina di nipoti indiretti e ancora e ancora. Io ho dormito tra le sue mura fino all'età di 16 anni, poi quel letto nell'armadio era diventato piccolo, il ronfo notturno della nonna sempre più pesante e il cigolio delle porte vecchie, del 1948, era snervante!
Ero grandicello, si diciamo un conglioncello grande ecco, pieno di sogni e la voglia di spaccare il mondo, ma mia mamma mi continuava a ripetere: "Quando avrai 18 anni farai quello che vuoi... prima ti devi attenere alle mie regole"...
E va bene... ho atteso quel compleanno come la più grande svolta della mia vita... Ripensandoci... fu davvero così perchè quel giorno sono diventato un ribelle, stereotipato forse, ma ribelle anche in quello.
Con gli anni mi domando ancora se e quanto sia un ribelle, se il mio portare i capelli lunghi, fumare, suonare rock&roll e pensare al prossimo è un segno di protesta o solo una moda.
Mi domando cosa ci possa cambiare, cosa possa far scattare in noi quella molla che scattò a 18 anni, e ancora oggi, quando mi guardo allo specchio, in quel attimo fugace vedo ancora il ritratto di un uomo dall'animo ribelle.
ESTATE TEMPO DI VACANZE E DI... LIBRI!
L'Afa estiva si fa sentire, i giorni che si susseguono lontani dal mare sono sempre più diffcili da affrontare e la voglia di acqua salata, spiaggia e ghiacciolo alla menta diventa sempre più grande!
Beh ovviamente starete tutti pensando agli studenti liceali e ai loro debiti accumulati che verranno verificati nei giorni Lunedì e Martedì 30 e 31 agosto ed invece ahimè non ci sono solo loro!
Quest'anno sarà un anno particolare anche x me, perchè proprio nei giorni 30 e 31 agosto sarò chiamato a sostenere l'ultimo esame da allenatore; il 4°, il gradino più alto, l'esame più difficile! Tre sono le prove da sostenere:
1) Scritto
2) Orale
3) Pratica
In più farà da corredo (e punteggio) il libro che ogni allenatore DEVE scrivere durante l'anno sportivo contenente il programma annuale di allenamento, tutte le schede di ogni singola seduta di allenamento, una relazione sull'ambiente che ha trovato e che ha "lasciato", le caratteristiche e gli sviluppi di ogni singolo atleta.
Vabbè, certo fare un'esame da allenatore sarà una minkiata! questo è quello che pensa la maggior parte delle persone che non conoscono lo sport e la SCUOLA dello sport, invece a meno di un mese e mezzo dal giorno X verifico il programma e... Per tutti i Pirati del mar dei Sargassi!!! (quelli con una zattera fatta di assi..) è proprio ora ke mi metta sotto a studiare!
.... Però fa caldo... tanto caldo!!!... Qualcuno che mi sappia consigliare come approcciare per bene ai miei studi?? :P
DA OGGI LO CHIAMEREMO DEPORTE
Si sa.. nella penisola iberica non esistono inglesismi, tutto viene tradotto in lingua madre e così anche lo sport, la cui traduzione è per l'appunto deporte!Negl'ultimi anni gli spagnoli hanno dato lezioni di sport a tutti, dalla pallacanestro, alle moto; dalle auto al calcio fino al tennis, ultimamente è sempre la Spagna ad uscirne campione!
Nadal straccia tutti e vince Wimbledon; in moto Lorenzo è irragiungibile e in moto 2 e 125 gli spagnoli la fanno da padrona, Alonso non brilla ultimamente è vero... ma è su un'auto italiana... lui è un grandissimo pilota; il Barca arriva in finale di champions e perde con una squadra italiana che di italiano ha 2 giocatori e il presidente... e per finire in Eurolega sempre il Barcelona (lo stesso del calcio) vince la coppa lasciando i greci lontani dai canestri. E' solo un caso? Oppure tutto questo è frutto di uno studio fatto dai governatori volto all'evoluzione dello sport? ... ops scusate... del DEPORTE intendevo!
Ovviamente... la seconda che ho detto! :D
Prendiamo l'esempio del "Barcelona Fc"... giocano a calcio? si, ma anche a... Pallacanestro, Pallavolo, Hockey Pista, Hockey In Line, Calcio a 5, giusto per citarne alcuni; insomma in una sola società sportiva sono inclusi TUTTI gli sport, all'interno dei quali i vivai sono la prima VERA ricchezza. Pensate a FABREGAS (autore dell'assist vincente per Iniesta) venduto all'Arsenal all'età di 17 anni...e cresciuto nel loro vivaio, così come la maggior parte dei giocatori in forza al Barca, e così per tutti gli altri sport.
L'identità sportiva nazionale nella penisola iberica è molto forte e non servono particolari regole che obblighino i club a schierare connazionali in campo, perchè? Perchè senza atleti della propria nazione non vi sarebbe crescita nello sport.
Il governo spagnolo infatti è molto attento alle politiche sociali e legate allo sport, in ogni città ci sono impianti sportivi degni di tal nome ed assegnati a società POLIsportive che ne curano la manutenzione ordinaria e straordinaria non gravando (troppo) sulle casse statali!
Ma perchè una nazione, un governo dovrebbe tanto puntare sullo sport? Per vincere premi internazionali? Per essere sempre sul podio più alto? No, o almeno non solo. Non sono solo i lustrini a dare importanza alle attività sportive ma anche e soprattutto i benifici che da esse si traggono:
lo sport migliora tutte le proprie capacità fisiche e motorie pertanto tutti gli "atleti" avranno meno bisogno di cure mediche e graveranno meno sul costo nazionale della sanità;
lo sport migliora le attività psico-motorie e quindi gli individui che lo praticano sono più reattivi anche nella vita privata e sul posto di lavoro divenendo così anche più produttivi; ed inoltre,
lo sport insegna dei sani principi (quasi sempre), pertanto tutti coloro che lo praticano acquisiscono rispetto per l'avversario e conseguentemente anche per il prossimo vivendo all'interno della loro comunità in maniera più armoniosa.
Se a tutto questo aggiungiamo che chi oggi milita nelle massime serie dei campionati spagnoli proviene direttamente dai vivai, si può facilmente intendere che il percorso che porta ai massimi livelli gli atleti è del tutto meritocratico e lo stesso avviene all'interno della società.
Perchè invece in Italia tutto questo non succede?






