AAA Cercasi...

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...le mie lacrime!

Qualcuno le ha viste?

Una cade dall'incavo dell'occhio destro, un'altra vien fuori dal sinistro...e poi?!?

Che fine hanno fatto tutte le innumerevoli altre?

Chi me le ha rubate?!

A me servono!!!

Voglio piangereeeeeeeeeeeeeeeeee!

 

<3 <3 <3

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Nonostante il vento, nonostante i passi delle notti uguali che riporteranno brividi lungo schiene ed occhi dilatati un poco, affaticati ancora più di prima o forse come adesso...

Nonostante parli spesso ad alta voce e nessuno crede a ciò che dici, a quel che immagini...

Nonostante tutto io ti ascolterò quando non parli, quando non mi guardi...io ti vedrò lo stesso!

Ti aspetterò, ti chiamerò cuore deciso, nella mente, nelle pieghe del viso.

Sarai da curare ancora un poco!

Aggiustami le spalle che hai piegato, ritirati pure dal fianco se hai tradito...io t'amerò lo stesso!

Nonostante voci, le riviste, i baci, i biglietti inutili e gli ingorghi chilometrici e l'odore forte di un'estate ancora da finire...sarò come prima o forse come adesso.

Nonostante veda quanta vita facile, quanto amore docile, precipita l'immagine della nostra storia se ti sembra dura ed invincibile davvero...io t'amerò lo stesso.

Ti aspetterò, ti prenderò come un sorriso, fino a casa quando torni deluso

Sarai da curare ancora troppo tempo da passare che hai fumato

Ritirati dalla tua strada che hai guidato

Ti guiderò io adesso...io t'amerò lo stesso!!!


 

Aver paura di innamorarsi troppo...

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...non disarmarsi per non sciupare tutto, non dire niente per non tradir la mente...è un leggero dolore che però io non so piu sopportare! Non farsi vivo e non telefonare, parlar di tutto per non parlar d'amore! Cercar di farsi un pò desiderare...è proprio un vero dolore! Abbandonarsi senza piu timori, senza fede nei falliti amori...e non studiarsi, ubriacarsi di fiducia per uscirne finalmente fuori....

Aver paura di confessare tutto, per il pudore di innamorarsi troppo! Finger che anch'io le altre donne vedo è un legger dolor temere di mostrarsi interamene nudo. E soffocare la sana gelosia e controllarsi, non dirti che sei mia....

Voler restare e invece andare via, è proprio un vero dolore...



 

Già...

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Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio

o freccia di garofani che propagano il fuoco:

t'amo come si amano certe cose oscure,

segretamente, tra l'ombra e l'anima.




T'amo come la pianta che non fiorisce e reca

dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;

grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo

il concentrato aroma che scese dalla terra.



T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,

t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:

così ti amo perché non so amare altrimenti




che così, in questo modo in cui non sono e non sei,

così vicino che la tua mano sum mio petto è mia,

così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

(Pablo Neruda)







Già...

 

Ogni volta...

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Quando il destino ti pone dinnanzi determinate vicende, cambi! Inevitabilmente!

Il giorno prima hai una visione, un'idea, una concezione! Hai progetti per il futuro, hai deciso che andrai avanti in quel determinato modo, con quelle determinate persone, fai programmi per ciò che sai deve accadere, ti organizzi, pianifichi!

E sbagli!

Perchè la vita non è così, la vita ti sconvolge nei momenti meno opportuni, ti ammazza in un secondo quando invece sai che dovresti vivere la felicità più grande, ti frena, ti dice: "Ehi, non così in fretta, devo metterti alla prova, devo decidere se te la meriti!", ti stronca, ti devasta, ti uccide!

Sei lì, impotente, a guardare passivo quello che ti si pone dinnanzi, con dolore e sofferenza ne subisci il peso, di quel preciso istante e del tempo che verrà, senti il vuoto, quello vero, non quello che fino ad ora hai chiamato con quel nome, vorresti spaccare il mondo, vorresti urlare o forse vorresti soltanto un pò di pace! Magari la trovi, di notte, dopo aver carezzato i capelli di chi dorme con te! Ma chissà se ti basta! In effetti neanche tu sai di cosa avresti bisogno o forse adesso l'unica cosa che vorresti sarebbe tornare a ciò che eri prima che il destino decidesse che invece così non andava bene!

E' bastardo e infame il destino...e ingiusto! Perchè spesso non colpisce direttamente te, si riversa su chi non c'entra nulla, su chi è puro e innocente, ti riempie di sensi di colpa, di incertezze e di quel senso di inadeguatezza che ti logora dentro!

E tu cambi! Inevitabilmente! Cominci a farti domande che prima non ti sarebbero mai venute in mente, cominci a chiederti se quel blocco non sia una punizione per qualcosa che non avresti dovuto fare, cominci  a guardare al superfluo della tua esistenza e di conseguenza a circondarti solo delle cose e delle persone che hanno effettivamente un vissuto con te, le stesse cose e persone che magari negli anni hai trascurato per altro, per futilità...o magari preferisci la solitudine!

Ma chissà se è giusto così!

Il destino ti lascia in stallo, così, in bilico...inutile!

Speriamo si stanchi presto, che veda che la lezione l'hai capita o che riesca lui a capire che la tua vita era in fondo giusta così, con una sua logica, con una sua spiritualità, con le sue concezioni, le sue emozioni, i suoi amori, le sue passioni!

Speriamo che questa partita possa vincerla TU!



Sto con te!

 



 

...volete sentirla una storia? Parte 3

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La successiva meta fu un paesino di mare al quale giungemmo noleggiando una gip così, degni dei protagonisti dei più famosi telefilm americani, percorremmo chilometri e chilometri sulle autostrate assolate per troverci, infine, su spiagge paradisiache, con tanto di palme. Non ci fu neanche bisogno di trovare un albergo, decidemmo fin da subito di accamparci con i nostri sacchi a pelo sulla riva del mare...e passarono così altri giorni felici all'insegna del divertimento.

Verso successive avventure decidemmo di muoverci in traghetto e poche ore prima della partenza era già tutto pronto: bagagli ricomposti, biglietti già comprati, ultime foto al posto scattate. Forse non sarei mai più tornata in quel villaggio perciò, dopo aver informato gli altri che gironzolavano in cerca di souvenirs, mi allontanai per raggiungere la spiaggia e ammirare per l'ultima volta quel panorama. Saranno le sette e il sole non era ancora tramontato, rimaneva sospeso sul mare illuminandolo di caldi riflessi color arancio, disegnando contorni rosa alle tenere nubi del cielo. Mi sedetti sulla sabbia a pensare quando mi accorsi di non essere sola; poco lontana da me, c'era una ragazza con un blocchetto di fogli in mano, fissava l'orizzonte e con esperti gesti, tracciava sulla carta vivaci scie di colore. Incuriosita mi avvicinai e, restando alle sue spalle, continuai a guardare le mille forme che nascevano dalla sua mano. Non ho idea di quanto tempo restai lì, fattostà che ad un certo punto ormai la luce non c'era quasi più, scattai in piedi gridando: "Oddio" Il traghetto!" e schizzai via come una saetta sperando che ciò che temevo non fosse accaduto. E invece mi sbagliavo. Arrivai al molo ansimando per la corsa e lì purtroppo scoprii di essere rimasta sola, senza soldi, bagagli e telefonino.


Seduta sul muretto del molo, le gambe penzoloni, le scarpe che quasi sfioravano l'acqua, mi specchiavo nella trasparenza di quelle onde continuando a ripetermi "Quanto sono idiota!".

"Dai, torneranno indietro quando si saranno accorti di cosa si sono dimenticati".

Ero troppo disperata per preoccuparmi di chi avesse pronunciato queste parole perchiò non alzai neanche la testa, continuai a fissare l'acqua e, accanto al mio riflesso, si disegnò la sagoma di una ragazza. Non so perchè ma non ebbi l'istinto di voltarmi verso di lei. Ad un tratto sapevo già chi fosse.

"Come mai qui?" le chiesi.

"Ma come? Mi hai cercata per tanto tempo. Sono qui per fare due chiacchiere con te."

"Non ti conosco nemmeno."

"Mi conosci molto meglio di quanto pensi, sei stata tu a condurmi fino a te"

"L'ho già sentita questa frase..." risposi in tono di sfida.

"Sì, quel giorno, in quella piazza piena di gente..."

"Ancora non capisco come tu abbia fatto."

"Fatto cosa?"

"Hai guarito quel bambino e chissà quante altre persone. Ti guardavano come se fossi stata una sorta di nuovo messia giunto sulla terra per liberarci dai nostri problemi. E poi, ad un tratto, te ne sei andata con assoluta tranquillità, lasciando tutti allibiti".

"E cos'è che non ti è chiaro? Il miracolo o la fuga?"

"Non pensavo che stessi scappando. E comunque, come hai potuto farlo davanti a quella moltitudine di persone che confidava solo in te in quel momento?"

"No, ti sbagli. Non confidavano in me. Volevano soltanto i miei miracoli ma io avevo qualcosa di ben più importante da regalare loro, qualcosa che li avrebbe aiutati a conoscere il proprio Essere e, una volta raggiunta questa meta, poter guarire da soli da qualsiasi male. Mi rattristava stare lì perchè ad ogni minuto che passava, capivo di essere tra una folla sorda. Così me ne sono andata. Chi poteva impedirmelo? Non siamo forse tutti liberi a questo mondo?"

"No, ti sbagli. Non possiamo fare tutto cio che..."

Non potei finire la frase, aveva già capito cosa volevo dirle e prontamente rispose: "Fin da quando siamo bambini ci insegnano che la libertà è un'insieme di limiti, che siamo liberi di fare ciò che vogliamo purchè non si nuocciano gli altri. Eppure la Libertà, parola in nome della quale sono morti centinaia di migliaia di uomini da che l'umanità lo ricordi, concetto il cui significato continua a cambiare nel corso della storia rimanendo comunque poco chiaro, è per me ben più complessa da definire. Dovrebbe essere la nostra coscienza il metro della libertà delle nostre azioni. Eh, sarebbe davvero un mondo perfetto questo se la corruzione, l'odio, il morboso desiderio di far prevalere gli interessi personali di ognuno non scvalcassero ideali che non dovrebbero mai affievolirsi; ideali di rispetto, di...di cosa? Tutto il resto è conseguenza: ci sarebbe fiducia reciproca perchè sarebbe sottinteso il rispetto. Niente discriminazioni razziali. Niente guerre dal momento che pretese di superiorità sociali, religiose, economiche sarebbero cancellate in nome di un obbligo morale di rispetto altrui. Saremmo guidati nella nostra esistenza da un bene finalmente disinteressato, oggi chiamato così per distinguerlo dal suo esatto opposto, il male...ma che un domani, forse irraggiungibile o forse dietro l'angolo, potremmo con soddisfazione definire "Normalità". Ma è intile cercare la libertà fuori, in questo mondo non esiste. E' un valore che vive solo in noi stessi, nascosto e silenzioso, in paziente attesa. Solo quando smetteremo di cercarla nella mente, nei sensi, nella parte mortale, potremo capire cos'è. In fondo il nostro corpo non è che la nostra parte più inutile, quella schiava del tempo e delle fatiche, quella che è la prima a lasciare il mondo. Siamo immortali grazie alla nostra essenza che non ha limiti di spazio e di tempo, che non conosce dolore, che è superiore a tutto: libera!

Ecco, a me piace pensarla così, in una maniera che ha sei miliardi di varianti racchiuse nell'anima di tutte le creature viventi che popolano questo pianeta, ognuna parte fondamentale di un puzzle che, ricomposto, ci mostra la verità rispondendo a tutte le nostre domande".



CONTINUA...

 

...volete sentirla una storia? Parte 2

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Quando la sera arrivammo a destinazione, mezzi morti di stanchezza, ci ritrovammo in un grazioso paesino che visto dall'alto doveva essere molto simile ad un presepe: tutte le case erano costruite in pietra viva e dalla piazzetta, animata quella sera dalle luci e l'allegro vociferare degli abitanti, si scorgeva una montagna che, alta e impnente, sorgeva alle spalle del villaggio. Non ci volle molto a fare amicizia con la gente del posto ma allorchè gli sbadigli cominciarono a farsi sempre più frequenti, decidemmo di cercare un posto dove passare la notte. Lo trovammo in una vecchia cascina che una vecchietta ci mis a disposizione; così, proprio quando ci accingevamo a lasciare quel luogo, lanciai un ultimo sguardo alla fontana costruita proprio al centro della piazza attorno alla quale giocavano alcuni bambini. Ad un certo punto, tra la folla, notai due occhi. Sì, in tutta quella confusione la mia attenzione si concentrò su occhi che ero sicura di aver già visto. Era proprio lei, quella ragazza che avevo incontrato lo stesso giorno sul treno. Che strano rivederla,  sarà stata una coincidenza? Ci allontanammo e lei continuava a giocare con quel bambino dagli occhi chiarissimi che aveva tra le braccia e che, fissando il vuoto, rideva contento.



Ci addormentammo che era già notte inoltrata sulla terrazza della vecchia casa e l'indomani mattina fummo svegliati da un frastuono di urla. Raccattammo tutta la nostra roba e, di corsa, ci precipitammo verso il luogo da cui sembrava provenire il rumore. Probabilmente in quella piazza si era raggruppata tutta la popolazione del villaggio e la calca era tale da non permetterci di vedere cosa accadeva. Chiedemmo informazioni ad un signore: "Pare che ci sia una tizia che ha guarito un bambino cieco dalla nascita e tutte queste persone sono qui per assistere ai suoi miracoli".

"E' matto". Cos'altro avremmo potuto pensare? Eppure, c'era qualcosa, come un campanello d'allarme che impediva di credere fino in fondo che quella fosse una pazzia. Ricordai la sera prima quella misteriosa ragazza. Rividi il bimbo che teneva sulle ginochia. Rividi i suoi occhi azzurro ghiaccio e "lo sguardo perso nel vuoto". Ora cominciavo ad avere seri sospetti e dovevo vederci chiaro. Mi feci spazio a gomitate tra la folla e quando finalmente giunsi nei pressi della fontana, vidi ancora quel viso conosciuto e lei che comodamente stava seduta con il mento sulle ginocchia e davanti a quella moltitudine manteneva una calma quasi irreale. Aveva passato la notta e rispondere alle domande della gente che continuava ad arrivare e a sfiorare il viso delle persone per liberarle da qualsiasi tipo di malattia. Ad un tratto, i suoi occhi si fecero pensosi, chinò il volto e rimase immobile per alcuni secondi. Poi, di scatto, volse uno sgardo alla folla che la fissava, bramosa dei suoi benefici. Disse: "Signori, sono circa quindici ore che mi assillate con le vostre malattie, i vostri affanni, le vostre fatiche. Ora, se io vi dicessi che soltanto in noi stessi e in nessun altro risiede la capacità di possedere salute o malattia, povertà o ricchezza, libertà o schiavitù? Se io vi dicessi che ogni creatura deve pensare a se stessa come figlia di un Dio che altro non desidera che la nostra felicità perchè solo in essa troveremo lo scopo che ci siamo prefissi per questa vita? Vedeta, ogni evento o persona della nostra esistenza è qui perchè siamo stati ni ad attrarla e sta a noi decidere cosa farne...quindi ciò che ho scoperto di sapere oggi, lo dono a voi. Guarite dalla vostre malattie, liberatevi dalle vostre incertezze. E' possibile! E se cosi credete, così sarà!".

E per qualche lungo, interminabile minuto, la moltitudine si chetò. Chiunque, dopo quelle parole, non ebbe il coraggio di aprir bocca e centinaia di occhi continuavano a fissare la ragazza che sedeva sul bordo della fontana, le gambe ciondolanti e l'espressione di chi ha appena detto qualcosa di scontato. Ma la pace non durò a lungo e la ressa continuò a farsi incalzante e le persone, sempre più insistentemente, cominciarono ad assediarla. Così lei, scotendo il capo con aria rassegnata disse: "Avrei voluto rendervi partecipi del mio sapere ma evidentemente non è ancora arrivato per voi il momento. Decido ora di riprendere la mia strada" e pronunciate queste parole , balzò in terra con un agile salto e si allontanò disinvolta tra l'incredula folla che si apriva al suo passaggio.

 

CONTINUA...

 

...volete sentirla una storia? Parte 1

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Caro diario,

ti scrivo solo ora che l'estate è ormai finita e il bel sole che ha illuminato le giornate di questi mesi trascorsi così velocemente va via via facendosi più pallido ma ti assicuro che con esso non stanno sbiadendo anche i ricordi di queste fantastiche, indimenticabili vacanze. Sì, hai ragione ad avercela un pò con me, non avrei dovuto trascurarti tutto questo tempo ma non preoccuparti, ho intenzione di raccontarti tutto ciò che è avvenuto dal giorno in cui ho preso il diploma ad oggi.

"SI! SI! SI! Non ci posso credere, non è possibile, non mi sembra vero! Emy, ce l'abbiamo fatta!"

Erano le uniche parole che Rossana riusciva a pronunciare mentre, dopo aver conosciuto il risultato dei quadri e aver salutato i professori, io e lei ci allontanavamo da quell'istituto che per cinque anni avevamo considerato il nostro carcere. Era un'estate importante, senza nessuna preoccupazione di rientro a scuola e senza paura di interrogazioni giusto-per-ricordarci-che-la-pacchia-era-finita. Dovevamo solo pensare a divertirci e immaginare come sarebbe stata la nostra futura vita da universitarie. Ma è risaputo, io e "quella" non possiamo proprio stare ferme e per festeggiare l'importante meta, non ci sarebbe stato niente di meglio che una delle nostre pazzie! Fu per questo che, dopo alcuni giorni trascorsi nell'ozio più completo, giusto per recuperare il sonno arretrato di cinque anni passati sui libri, arrivò un bel pomeriggio in cui, destateci dal nostro letargo, ci guardammo negli occhi e ognuna di noi colse quella scintilla, quel lampo improvviso dopo il quale è meglio non immaginare cosa potrebbe esserci.

Io le dico: "Dì un po', hai intenzione di rimanere a poltrire ancora a lungo?!"

Lei mi dice: "Dipende dall'alternativa..."

A questo punto scatto in piedi, spalanco l'armadio, tiro fuori il mio fidato e capiente zaino, la guardo: "Beh, hai bisogno di ulteriori chiarimenti?". Ovviamente no. Chi era che diceva sempre "le vacanze con gli amici, uno zaino sulla spalla e pochi soldi intasca son le migliori?" Ah, già, lo dicevamo noi e ora che finalmente potevamo realizzare il nostro sogno, non perdemmo troppo tempo a riempire i nostri sacchi, racimolare i risparmi, supplicare i nostri genitori di concederci il permesso di partire e radunare il resto della combriccola.



Il fatidico giorno era arrivato! Uscii di casa schioccando un sonoro bacio sulla guancia di mamma e papà che mi guardavano con un misto di preoccupazione e rassegnazione.

L'appuntamento era alla stazione e mentre aspettavamo che tutti ci riunissimo, cercavo di far capire a Rossana che per una vacanza on-the-road, le sue fidate pajettes non erano per nulla indicate. Ad un tratto cominciano a scorgersi il cappello calato sugli occhi di Marcello, la camminata ondeggiante di Fra, il ciuffo rasta di Gabriele, Luca col suo inseparabile stereo portatile, il riflesso abbagliante del sole sugli occhiali di Valerio e le immancabili Misa e Mena. Sì, ora finalmente si poteva decidere: dove andare? Chi proponeva il mare, chi la montagna, chi città dove ci fossero monumenti da visitare...ma i soldi non erano molti e sebbene avessimo abbastanza provviste, dovevamo cercare di risparmiare. Alla fine decidemmo per un paesino, a quanto pare, perso nel verde. Il viaggio trascorse relativamente tranquillo anche se le solite persone che considerano selveggi coloro con strane acconciature, qualche piercing qua e là e modi di fare molto spontanei (spontanei, non scortesi né arroganti) continuavano a lanciarci occhiatacce e a bisbigliare qualcosa di incomprensibile a proposito dei "giovani d'oggi" e della mancanza di disciplina mentre noi, incuranti, ce la ridevamo, ricordando i giorni di scuola trascorsi assieme. Non essendoci posti liberi, mi ero accoccolata a terra (per far spazio a Rossana che altrimenti avrebbe rovinato le pajettes), quando ad un certo punto sentii un colpetto alle spalle e, girandomi, scorsi una ragazza che cercava di farsi spazio tra la folla. Era vestita nella maniera più strana che avessi mai visto: ai piedi aveva degli anfibi slacciati, colorati con spray di bombolette, portava un pareo indiano con frange di perline, un pantalone cucito con diversi ritagli di jeans, una maglietta di tessuto trasparente azzurro cielo con delle maniche lunghissime e sotto un top corto blu scuro. Le maniche lasciavano intravedere tatuaggi che ricoprivano tutto il braccio e i polsi erano avvolti da borchie e lacci di pelle. Le orecchie erano appesantite da orecchni che avvolgevano i padiglioni e i capelli erano una massa confusa di riccioli. Più di tutto mi colpì il suo volto: pulito, candido, nemmeno un filo di trucco. Non so se quella che io intesi bellezza fosse soltanto lumnosità, fatto sta che i suoi occhi erano talmente profondi e allo stesso tempo limpidi da risultare magnetici. Aveva una familiarità che mi stupiva e mi soffermai a guardarla per qualche secondo finchè, sicura di non conoscerla, mi scansai per farla passare. Lei, ricambiando l'occhiata, esclamò: "Grazie Emy" e continuò ad attraversare il corridoio. Come conosceva il mio nome? Possibile che l'avesse sentito dai miei amici? Continuai a guardarla allontanarsi tra le occhiate di dissenso di tutto il vagone per il suo abbigliamento e solo allora mi accorsi che, dietro la spalla sinistra, in completa disarmonia di forme e colori rispetto agli altri tatuaggi, vi era la sagoma nera di un piccolo gabbiano.

A voi cosa ricordano i gabbiani? A me fanno pensare alla libertà.

Sì, secondo me sono il simbolo della libertà!

CONTINUA...

 

Under my skin...

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Sto fissando da un'ora il mio tattoo...no, non quello che ho addosso, sarebbe improponibile che far ruotare la mia testa di 180° e abbassarla a guardare il volatile tra le mie scapole!!!
Sto guardando il mio nuovo tattoo, quello che tra un pò sarà indelebile sulla mia pelle! Un altro passo, un'altra storia, un altro racconto, un altro significato!
Nessuno ha mai saputo realmente cosa rappresentasse la mia fenice...i più hanno pensato alla rinascita, ad una nuova vita, ad un cambiamento...e io ho sempre fatto cenno di sì con la testa, non li ho mai contradetti, ho sempre lasciato che ognuno pensasse della mia vita ciò che volesse! Ho lasciato spazio alla fantasia di tutti...d'altronde un tatuaggio è questo, no? Il simbolo fantasioso e permanente di ciò che ti accarezza l'anima...o almeno è così che lo vedo io!
Sono a quota due, già tanto per i miei 22 anni, no? Due impronte incancellabili marchiate perpetue sul mio corpo! Quando ho fatto il primo avevo timore...non del dolore, avevo paura dell'importanza del gesto, del ricordo infinito che, non solo la mia mente o il mio cuore ma anche la mia pelle, avrebbero dovuto sopportare! Ma non me ne sono mai pentita, quando me ne ricordo mi accarezzo la schiena chiudendo gli occhi e respirando, mi dà carica!
Stavolta la sensazione è diversa...è consapevolezza! Sono serena, sono forte, sono io! E mi piace! Mi piace pensare che sarà lì per sempre, mi piace immaginare di toccarlo e sentire il cuore accelerato, mi piace l'idea di averne totale possesso!!!

E voi? Cosa pensate dei tattoo? Quali pensieri e motivazioni vi legano ai vostri? :)

 

 

London calling...

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...e alla fine sono ritornata, a Londra non ci sono rimasta come avevo pronosticato qualche post fa, anche se la tentazione all'aeroporto è stata forte...ad ogni passo in avanti, mi guardavo indietro sospirante...tanto erano lenti i miei passi che sono arrivata al gate mentre stava chiudendo ma sono stati "così gentili" da farmi  imbarcare lo stesso! Ma vabbè, alla fine l'aereo l'ho preso e non mi resta che condividere con voi qualche pezzetto di questi giorni!
Innanzitutto Londra è così viva che non puoi permetterti di sentirti solo, persone così diverse camminano così vicine tra loro che sembrano tutti fratelli e sorelle nonostante uno cammini scalzo e l'altra con l'ultima Vuitton al braccio! Visi pallidi e abbronzati, gialli e neri...ci sono tutte le lingue del mondo che parlano al tuo orecchio! Ci sono attimi lì in cui la tua vita sembra un vecchio film, in bianco e nero e con le interruzioni da sbiaditura di pellicola...immaginatevi camminare con l'aria sognante sul marciapiede pieno di gente, guardando la maestosità del Tower Bridge sovrastato da nuvoloni grigio-argento, gli alberi che si muovono allo stesso ritmo dei capelli, scossi dalla leggera brezza...! Ok, ok, esco dallo schermo, torno coi piedi a terra!!! xD
A Londra piove spesso, è vero...ma ogni volta, in ogni angolo, io ci trovo il sole! Colori, forme, rappresentazioni ti balenano davanti agli occhi in modo così frenetico da non avere nemmeno il tempo di metterle a fuoco al meglio che subito un'altro elemento richiama la tua attenzione! E' come restare fermo in un punto e ruotare di 360° intorno ad ogni cosa!!! E' espressione di libertà, puoi infilarti in testa un cappello di lana arancione con le palle fucsia, un abito da sera elegantissimo e le infradito da spiaggia mentre piove e nessuno oserà guardarti in modo strano o giudicarti...ognuno ha il suo stile assolutamente rispettato da tutti, non si è mai fuori posto!!! C'è così tanto da vedere a Londra che la sera torni in albergo e svieni!!! Ogni quartiere è unico, ognuno ha un suo stile, un suo concetto, un suo ideale...come visitare quindici cittadine diverse per cultura e tradizione, ad ogni angolo sei arricchito di un pezzo di storia in più, sei colmo di nuove conoscenze e di nuove esperienze!!! Gli inglesi, poi, sono gentili...se gli sbatti violentemente addosso sono loro a chiederti "sorry!" cosa che in Italia non succede MAI! La paga di un cameriere è di 20 sterline l'ora (circa 26 euro)...se penso che quando ho fatto la cameriera io ne prendevo 25 a serata dopo 7-8 ore di lavoro m ven a chiagn'r!!! Se studi a Londra, ti passano alloggio, libri e soldi...se studi in Italia ti passano...rogne e disorganizzazione! Il paragone viene naturale purtroppo...e ascoltando le storie della gente che raccontava dell'altissima qualità della vita lì, non ti meravigli dei prezzi esorbitanti che leggi per le vetrine...lì il lavoro e lo studio consentono tutto ciò!!! Chiudiamo le note dolenti, passiamo a ciò che suscita più interesse...le londinesi sono veramente belle, in quattro giorni ho visto delle ragazze stupende, altissime e in formissima passarmi accanto con miniabiti che lasciavano scoperti culi tondi e sodi! Sì, hanno la cultura dello sport...dopo il lavoro, si infilano in metro con la sacca della palestra già pronta e li vedi correre in questi megacentri in cui si pratica ogni sorta di disciplina o semplicemente ad Hyde Park a fare running! I londinesi, beh...non mi piacciono! Biondi col ciuffo ribelle, occhi chiari e gote rosee non sono il mio tipo...ma se a qualcuna piace il genere...gli esemplari abbondano!!! Ehm...cosa aggiungere? Ah...capitolo pulizia! Gli alberghi sono sporchi, la moquette piena di polvere è must negli hotel londinesi e la mancanza del bidet si sente tantissimo...ma le strade sono "lucide", la metro sempre ordinata, tutti che rispettano la destra sulle scale mobili per lasciar passare a sinistra chi ha fretta, i parchi curatissimi...nessuno butta carte a terra, raccolgono tutto in borsa, arrivano al primo bidoncino o a casa e svuotano!

Io sono ancora scossa e piena di frenesia per tutto ciò che ho potuto apprezzare, avrei milioni di altre cose da raccontare ma mettere tutto nero su bianco è veramente difficile, certe sensazioni non le puoi descrivere a parole!
Magari chi ci è stato confermerà e chi non c'è ancara andato prenderà spunto per partire al primo weekend disponibile!!!



Certe volte non conta il viaggio...ma la destinazione!!!

 

 

Indipendenza emotiva...?!?

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I miei più cari amici sono abbonati alle vicende della mia vita sentimental/amorosa e, come un telefilm, periodicamente, a puntate, vogliono il resoconto degli avvenimenti e degli sviluppi delle situazioni! Oltre che ai fatti in se, sono interessati all'intricata complessità della parte emozionale e dei pensieri che la accompagnano!
Certo che avere la vita più coinvolgente di un episodio di Grey's Anatomy mi lusinga a volte, altre invece mi sento un caso da laboratorio, perso ovviamente ma da studiare comunque!!! Non hanno mai avanzato giudizi, mi hanno spesso aiutato a capire, a capirmi, mi hanno aperto a nuovi punti di vista e il confronto mi ha aperto la mente!
L'ultimo capitolo della saga prima della pausa estiva, c'è stato stamattina! Santino era in crisi d'astinenza da telefilm e, dopo il racconto, c'è stata una frase che mi ha lasciata pensierosa: "la sensazione di essere emotivamente indipendenti, stabili...è impagabile"! In sostanza, quando ti svegli al mattina e scopri di non pensare a lui, sorridi da solo come un ebete, sei felice e ti senti finalmente padrone di te stesso!!! "AMEN fratello", gli ho risposto!!!
Ma come si fa ad arrivare a ciò? Qual è il percorso da intraprendere per arrivare a questa conclusione?!
Secondo Santino, la parola chiave è "assenza"! Non gli rispondere, non lo cagare, non aprirgli la porta, non aspettarlo, non chiamarlo! Consapevole della difficoltà della cosa in sè e consapevole ancor di più che il mio carattere non asseconderebbe MAI un discorso del genere...m'ha risposto gentilmente di attaccarmi al tram (o al cazzo, a scelta)...e vivermi i lunghi momenti di sofferenza fino a che, un giorno lontano, esploderò, mandando a cagare tutto e tutti e ritrovandomi con in mano un pugno di sabbia, deciderò che la mia vita ha fatto schifo, che io ho fatto schifo e che l'unica soluzione ai miei drammi è il suicidio!!!
Quando si dice l'amicizia...eh!!! :)
Santino è un sarcastico ma è l'unico che, fino in fondo, ha capito la complessità dei miei sentimenti!

Secondo voi invece, c'è un modo per liberarsi emotivamente di qualcuno? Esiste una soluzione alla dipendenza? Ci si può svegliare un giorno senza che il pensiero di quella persona ti tocchi l'anima?


 

 

Retrò mind...

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...spesso mi tuffo nella mia "scatola del passato", uno scatolone di cui ho già parlato tempo fa in qualche post, pieno di tutta la mia vita! Sono sempre stata una conservatrice...ho il naso rosso di spugna di quando facevo il pagliaccio negli ospedali pediatrici, la collanina hawaiana rubata dal collo del ragazzetto che mi piaceva durante un party in piscina, il tesserino d'ingresso al policlinico per i corsi di preparazione ai test di Medicina, i biglietti delle partite di calcio della squadra del mio paese, le matrici dei biglietti aerei da e per Londra, il tappo della bottiglia di champagne stappata la notte dei miei 18 anni in riva al mare, i tentativi di copia delle foto dell'uomo che mi fa battere il cuore ancora adesso, i resti delle penne glitterate che erano tanto in voga, i biglietti di auguri delle mie migliori amiche dell'epoca...ho veramente un mondo in quella scatola!!!
Accanto a tutti gli oggettini poi, c'è una valanga di quadernini, i miei diari, con l'inchiostro sbiadito dal tempo o dalle lacrime versate mentre scrivevo quelle pagine...oltre che, udite udite, i quaderni dei messaggi!!! Eh già, perchè anni fa i cellulari ne contenevano una trentina, se erano quelli nuovissimi era possibile conservarne cinquanta al massimo e quindi dovevi cancellarli...e come potevi cancellare quelle frasi mielose che arrivavano all'improvviso dalla cotta del momento e che ti lasciavano col cuore a mille?! E allora li ricopiavo sui quaderni così da poterli rileggere ogni volta avessi bisogno di ritrovare quelle sensazioni!!!

Un pò mi mancano quelle abitudini...adesso scrivi su messenger e il pc salva in automatico tutto quello scambio di vedute e considerazioni, se c'è un amico lontano, non gli mandi più le lettere kilometriche coi cuoricini attorno al mittente in cui gli racconti tutte le vicende di cui non sa o alleghi foto cartacee dei bei momenti vissuti insieme, adesso c'è facebook che rende più veloce il tutto, lo cerchi, lo trovi, lo aggiungi e...lui sa di te e tu di lui..senza attesa, senza sorpresa!!!

Che palle!!!

A me piaceva com'era prima...mi piaceva scrivere alle amichette conosciute in vacanza quello che avrei fatto l'anno dopo, se le situazioni che ci eravamo raccontate si erano evolute o meno, passare le ore a pensare a quello che era più importante comunicare, scegliere le foto da inserire nelle buste, andare a comprare i francobolli e inbucarle nelle cassette rosse!!! Soprattutto mi piaceva ricevere le risposte...aprire la cassetta della posta, sorridere, correre in camera, saltare a gambe incrociate sul letto e leggere tutto d'un fiato le loro considerazioni...e ricominciare subito a scrivere poi le tue!!!

A volte sono persino contenta di fare la fila alla segreteria dell'università o alla posta e non fare le operazioni telematiche che rendono tutto così freddo e meccanico!!!

Certo, in questo mondo frenetico e veloce, internet c'ha di gran lunga facilitato, c'ha regalato un pò di tempo in più per noi ma...chi lo sfrutta fino in fondo? Finiamo di studiare, di lavorare col pc e...continuiamo a spendere il nostro tempo lì, non usciamo, non usiamo più le penne, non andiamo a trovare gli amici...restiamo a parlare con loro da casa, col computer!!! Forse perchè...sono tutti al pc? In giro a passeggiare non li trovi più o se li chiami sono impegnati in conversazioni telematiche da cui non possono staccarsi...!

Che panorama triste!!!

Troverò qualcuno che, come me, preferisce ancora il foglio di carta bianco, la bic nera e le cancellature?!?



 

Non è vero ma ci credo!

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Brrrrr...certe storie riescono davvero a farmi rabbrividire...!!!

Leggevo di Turki, un saudita di 29 anni, legato da sei con delle catene di ferro perchè impossessato da un jinn, uno spirito maligno presente nella tradizione islamica! E' legato poichè, durante gli attacchi, è preda di convulsioni, gli occhi gli diventano bianchi ed una voce femminile parla dal suo corpo!!! I medici dicono che si trovi in uno stato di semi-coma e chiedono alle istituzioni di dargli assistenza specialistica mentre suo padre, posseduto anche lui anni prima, auspica l'intervento di un qualche stregone che riesca a liberarlo!!!

Ora, premesso che non credo agli spiriti, ai fantasmi o alle tentazioni diaboliche...certe storie, certi racconti, certe esperienze mi insinuano non poca curiosità: qualche anno fa, un mio caro amico di Monfalcone, Antonio, entrò in coma in seguito ad un incidente in moto! Un pomeriggio, con altri amici, andammo a trovarlo ma, non potendo entrare in stanza perchè fuori dall'orario di visita, restammo per un'oretta nei giardini dell'ospedale! Uno dei ragazzi cominciò a disegnare una vignetta ironica che ci ritraeva tutti, con tanto di dialoghi e nuvolette...ridemmo, scherzammo, sospirammo pensando a lui in quel letto e andammo via! Il giorno dopo, la madre di Antonio ci telefonò per comunicarci il suo risveglio...ci precipitammo in ospedale e, quando fummo soli, ci disse: "Ragà, mi avete fatto ridere tantissimo con quella vignetta!"....restammo a bocca aperta e ci guardammo increduli, nessuno oltre noi sapeva di quel fumetto! Lui incalzò, ridendo: "Dovreste vedere le vostre facce, ma è qualcosa che bisogna accettare così com'è, anch'io prima del coma non c'avrei mai creduto! Io ero con voi, seduto su quella panchina, ridevo con voi, scherzavo von voi, pregavo con voi...c'è qualcosa oltre il corpo, ora lo so!"...restammo in silenzio, nessuno ebbe il coraggio di dire nulla e tutto è rimasto inspiegato...!

Alcuni racconti sono degni di sceneggiature da Oscar, altri sembrano assolutamente realistici...per me è rimasto un interrogativo!
A voi sono mai capitate esperienze del genere? Ci credete?

 


 

Opposizione, cooperazione...?

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Il post di Terry mi ha dato spunto per discutere, partendo dallo stesso argomento, di quella che è la mia visione della politica!

Siamo nel 2010, rispetto agli anni addietro e ai racconti dei nonni ci si aspetterebbe emancipazione, società all'avanguardia, mentalità aperte...ma dove?!?!
I giornali ci raccontano, troppo frequentemente ormai, del dramma delle violenze alle coppie omosessuali ed io resto davvero senza parole quando leggo storie del genere!!! Botte e pestaggi a sangue, insulti e minacce perchè questi uomini e queste donne hanno gusti "personali" diversi dalla canonicità, come se mi mettessi a pestare ogni persona, ogni amico che esprime e mostra idee, visioni diverse dalle mie!!!
Ma in che mondo viviamo? E' possibile tollerare ancora queste discriminazioni?

Leggevo della proposta di legge della parlamentare del Pd, Paola Concia, contro l'omofobia...aggravare la pena quando l'aggressione è a danno di un omosessuale o di un transessuale!
Sul decreto sono poco d'accordo, la violenza, a mio parere, è sempre violenza! Non bisogna essere più o meno buoni a seconda dei gusti sessuali di chi la subisce ma mi è piaciuto il modo in cui la cosa è stata proposta: la Concia ha capito che la legge, in Italia, da sola, non basta...il problema è più radicale, bisogna partire dall'educazione e così, insieme al direttore de Il Secolo d'Italia, Flavia Perina, è andata nelle scuole a discutere di omofobia! E' un bell'esempio per i giovani, secondo me, vedere due donne di schieramenti politici opposti, lottare insieme per una causa comune, lavorare fianco a fianco per combattere la stessa battaglia!!! Lo stesso Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha recentemente chiesto scusa pubblicamente dal palco del Quirinale, per alcune affermazioni risalenti a qualche anno fa, dettate "dal pregiudizio" e ha dichiarato di aver superato, grazie all'aiuto della Concia, il "muro della diffidenza al quale era stata soggetta"!

Peccato si possano contare sulle dita di una mano "associazioni" del genere, peccato sia rara la volontà di risolvere i problemi della società senza badare agli interessi strettamente personali, peccato che maggioranza e opposizione pensino principalmente a sgamare le scappatelle extraconiugali dei politici dell'una e dell'altra fazione per screditare la persona piuttosto che fare una politica di partito, che lotta per le stesse idee e guardare ai problemi reali che affliggono il nostro paese!

Che qualcuno possa prendere esempio e cominciare una strada diversa da quella del pagnottismo?!?!

 



 

Le cose che...

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 ...ho sentito dire troppo spesso tutte insieme in questo mese:


  1. Vorrei sposarmi e/o diventare mamma/papà (questa non la commento! )

  2. Ma la notte dormi? (ho solo un pò più di occhiaie del solito, che sarà mai... )

  3. Il telefono ce l'hai per optional? (forse non ti/vi voglio rispondere? )

  4. Non rimanerci  male, sono tutti uguali, sono cose che capitano! (sempre di più a me però, eh! )

  5. Azz...sei dimagrita, che è successo? Stai bene? (forse forse...sono a dieta? pezzi di m....a! )

  6. Prenditi quello che viene, goditelo! (il problema è che non viene, che cazzo mi godo? )

  7. Sei sicura di farcela? (Belli, sono cintura nera di "mipossavenireunerniamalofacciosìchelofaccio" )

  8. Ormai sei napoletana, non ti fai più vedere! (sicuro che è solo perchè 5 giorni su 7 sono a Napoli? sicuro che non è perchè la tua compagnia è divertente come una merda sotto la scarpa? )

  9. Tanto lui non se ne fotte proprio, ti conviene? (No che non mi conviene ma mi sto violentando con le mie mani, sono libera di farlo o manco questo? )

  10. Troooooppo carina sta maglia, dove l'hai presa? (Non ve lo dico, stronze copione! )

  11. Potrei quasi innamorarmi di te! (questa giuro che è da oscar al primo posto ma la posto solo ora perchè tento di rimuoverla dalla mia mente! )

  12. Cazzo hai il piede pesante...frenaaaaaaaa! (Ma se la macchina di papà viaggia veloce, perchè a 160 sull'autostrada libera devo frenà? Ah..forse per i punti! )

  13. Abbassa il volume! (Uff... )


Le cose che ho risposto più frequentemente:


  1. mavafangul !!! (sta bene su tutto, no? )