La radio americana
Come anticipato in un mio precedente post, farò un breve e personalissimo report sul mondo della radio americana (che ho già definito "diva e viva"), grazie ai miei numerosi viaggi negli Stati Uniti. Noi "radio-maniaci-fanatici" allorquando ci venga concesso di poggiare i piedi in un posto nuovo nel mondo, la prima cosa di cui necessitiamo, è la scansione totale delle frequenze in modo da poter scegliere dopo soli 5 minuti, la nostra (o le nostre) emittente preferita che irrimediabilmente, oltre a farci da colonna sonora per il soggiorno intero, sarà "vivisezionata" a dovere.
Per cominciare, la prima cosa che ti salta all'occhio è che (nella maggior parte dei casi) l'RDS trasmette il nome della canzone in onda e l'autore. Dal primo ascolto ti accorgi che si tratta sempre di emittenti locali tranne che per alcuni programmi importanti per i quali è prevista la diffusione nazionale mediante i collegamenti tra le diverse locali, della serie: "pensa globale-agisci locale" filosofia sottolineata anche dagli enormi cartelloni pubblicitari che sono soliti darti il benvenuto con slogan e foto che maggiormente promuovono il morning show e sopra ogni cosa la frequenza e il formato musicale. E qui cominciano ad arrivare le prime noti dolenti e le conseguenti notevoli differenze con l'Italia! In America poter pubblicizzare una benedetta frequenza in FM, significa realmente poter contare sull?ascolto di questa per decine e decine di km senza alcuna interferenza e senza che nessuna emittente venga ripetuta su più frequenze. Questo collima con un'altra realtà importantissima; in ogni area si ha un'ampissima scelta di tipologie di stazioni a seconda dei propri gusti: "pop" "rock", "classics", "country", "soft", "jazz", "soul" ecc con format ben differenziati tra loro. In pratica è difficile trovare nella stessa zona, una radio che passi la stessa musica di un'altra!!! Dagli 87,5 ai 92,0 ci sono le emittenti comunitarie (college, associazioni religiose, etniche e politiche, ecc.), mentre oltre i 92,0 ci sono quelle commerciali. La "National Public Radio" è la radio del servizio pubblico che offre programmi di qualità e senza pubblicità. Molte radio trasmettono già da tempo in HD cioè in digitale ma (cosa pazzesca) sulla stessa frequenza su cui si trasmette in FM, cosa che in Italia (non ne ho mai compreso il motivo) non è mai stata presa in considerazione, a differenza del DAB e DAB + che oltre a necessitare di altre frequenze e costi elevati, non ha raggiunto nessuno scopo (nonostante qualche campagna pubblicitaria e investimenti da parte di qualche operatore), facendo perdere ancora una volta alla radio nostrana una grandissima chance. E' chiaro che il paragone con gli U.S.A. è impari, considerando le risorse a disposizione e l'avanguardia nel settore dell'entertainment, ma trovo che l'Italia per quanto "piccola" abbia una storia in tal senso che non ha nulla da invidiare a qualsiasi altro paese nel mondo.
P.S. quando ero a Los Angeles, mi ero "molto affezionato" ad una classica emittente pop top 40 KIIS FM 102.7 (non proprio il mio genere). Chissà come mai!!! Trasmetteva a palla It's my life dei No Doubt... Quella canzone mi ricorda e mi ricorderà sempre quel viaggio indimenticabile pieno di grandi ricordi e grandissime emozioni. XOXO Noè.

Ci sentiamo sabato e domenica in diretta dalle 18:00 ;-)

Scritto da German on settembre 10, 2009 at 02:32 PM CEST #
Scritto da Taty68 on settembre 10, 2009 at 04:02 PM CEST #
Scritto da iron65 on settembre 10, 2009 at 04:15 PM CEST #
Scritto da iron65 on settembre 10, 2009 at 04:24 PM CEST #
Scritto da Noè on settembre 10, 2009 at 06:06 PM CEST #
Scritto da iron65 on settembre 10, 2009 at 07:12 PM CEST #