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3 Commenti

E' dalla quinta elementare che so cosa voglio fare da grande. Mi era chiarissimo da bambinetta, nessun dubbio.
Il problema è che poi grande ci diventi per davvero e ti si aprono, per ogni scelta fatta, altre mille possibilità e stai lì a chiederti "cosa scelgo?", "se sbaglio che succede?", "se è una perdita di tempo?", "mi piacerà davvero?" e così via.
In questo momento sono ad un bivio: mi mancano due esami alla laurea, la tesi è già work in progress in una materia che mi piace tantissimo e che potrebbe avere sbocchi sia in ambito aziendale che in quello accademico.
Il dottorato oppure l'azienda?
In Italia al momento fare un dottorato significa stare tre anni con una borsa da massimo 1000 euro al mese e dopo i tre anni presumibilmente stai a spasso. Considerando la situazione pessima in cui sta degenerando il nostro sistema scolastico ed universitario grazie a quella deficiente della Gelmini, l'Italia è scartata, a meno che non si tratti di dottorati sponsorizzati da aziende, in previsione di assunzione all'interno delle stesse (poche le realtà come questa, ma qualcuna la si trova...).
Quindi, volendo precisare, dottorato all'estero (EU) o azienda?
Aggiungiamo che sono fidanzata da 10 anni ed il mio ragazzo si è appena laureato e voilà... CHE CAVOLO FACCIO?

 



Commenti:

Eh, qualcosa di più leggero, considerando che è sabato, non potevi chiederlo? Da "collega" approvo la scelta di scartare il dottorato in Italia, assoluta perdita di tempo, non tanto per il lato economico, ma perché, a fronte della disorganizzazione generale e della scarsa importanza data ai ricercatori, oltre a prendere uno sputo rischi di non avere nemmeno la soddisfazione dei tuoi sforzi. Quindi, Unione europea o trafila aziendale in Italia. Per me, se il tuo spirito di adattamento è buono, se la lontananza dalla famiglia e amici non ti spaventa (ma calcola che potresti prendere un aereo con molta facilità), considerando la giovane età e la tua voglia di fare, consiglierei di tentare l'estero, perché il ferro si batte quando è caldo.

Scritto da Gabbrio on settembre 18, 2010 at 12:51 PM CEST #

Poi, se il tuo ragazzo non è disposto a seguirti, oppure si è laureato in un settore che lo colloca difficilmente all'estero, almeno con difficoltà maggiori rispetto all'Italia, beh, sicuro sarà dura. Non voglio dire assolutamente che la storia finirà, ma delle difficoltà ci saranno.

Scritto da Gabbrio on settembre 18, 2010 at 12:52 PM CEST #

E comunque, calcola che se non ti andasse di andare fuori, non ti porresti nemmeno l'interrogativo, inoltre, dal tenore generale del tuo post, a mio parere traspare una sorta di "resa" nei confronti della strada aziendale. Diciamo che quello che vuoi lo sai!

Scritto da Gabbrio on settembre 18, 2010 at 12:55 PM CEST #

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