Emilia Romagna, il punto sull’emergenza Coronavirus con il governatore Bonaccini

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Emilia Romagna, il punto sull’emergenza Coronavirus con il governatore Bonaccini

L'Emilia Romagna è la seconda regione più colpita dall'emergenza Coronavirus dopo la Lombardia.

Come sta fronteggiando il virus? Quali misure sono ancora necessarie affinché si possa contenere la diffusione?

Lo abbiamo chiesto al governatore della regione, Stefano Bonaccini.

Com'è la situazione?

Siamo la seconda regione più colpita perché ha avvertito tutti gli effetti del ceppo lodigiano. Non abbiamo avuto nessun focolaio autoctono, penso addirittura a Rimini che è la terza città più colpita e tutti a causa di contatti con i focolai esterni. Tutti gli operatori sanitari vanno abbracciati e ringraziati per sempre. Ieri abbiamo alzato il livello di restrizioni su Piacenza come avevamo fatto a Rimini. Il numero di positivi che viene dato ogni giorno mi pare poco attendibile, dipende dal numero di tamponi che fanno le regioni. Io guardo gli accessi al pronto soccorso e il numero di pazienti in terapia intensiva: stanno calando entrambi. Negli ultimi giorni i secondi sono calati di molto in valore assoluto, bisogna vedere il tendenziale nelle prossime 2 settimane. Rispetto ai posti in terapia intensiva abbiamo triplicato il numero di posti in 3 settimane. Arriviamo ad un massimo di 530 posti nel pubblico, ho firmato un accordo con il privato per ulteriori 100 posti. E' stato testato un dispositivo che permette ad un ventilatore di aiutare due persone contemporaneamente.

Situazione mascherine.

Difficile come in tutto il paese. Farò una conferenza stampa tra 3 ore in cui dirò che nel territorio reggiano attiveremo una produzione di mascherine interna per sopperire alla necessità del momento. Adesso si sta provando a riconvertire una serie d'imprese. Mi fa sorridere questo curioso personaggio Bolsonaro che dice che è poco più di un raffreddore, tuttavia la crisi si sta espandendo molto rapidamente ed è difficile l'approvvigionamento.

Tamponi.

Abbiamo iniziato a fare un piano rivolto in particolare al personale sanitario. La filiera della produzione di tamponi e della loro verifica richiede tempistiche che non sempre sono sostenibili su grande scala. L'OMS e l'ISS hanno indicato che i tampo servono in particolare dove si verificano focolai, in quel caso cerchi di contigentare la zona. In ogni caso credo che il numero dei contagiati sia molto più alto di quelli che arriva dai numeri ufficiali. Sono contento delle misure sempre più stringenti per il paese. Siamo orgogliosi del lavoro dei sanitari, va detto che non basta il loro lavoro ma il comportamento di ognuno di noi è decisivo quanto il loro lavoro. A noi è richiesto di rinunciare a cose futili. Quando tutto questo finirà riscopriremo l'importanza delle piccole cose.

Novità digitali.

Siamo una regione che è abbastanza avanti sul piano della digitalizzazione. Nel 2021 diventeremo la prima regione italiana ad avere tutti i comuni collegati con banda ultralarga. Questo è un paese rimasto molto indietro su questo tema, si sta recuperando e noi stiamo cercando di fare la nostra parte con lo smart working. Tutti i maggiori studiosi di meteorologia e climatologia verranno a Bologna per un nuovo polo dedicato. L'Emilia Romagna diventerà uno dei posti più avanzati al mondo per quanto concerne la digitalizzazione.

Decreto “Cura Italia”.

E' un primo passo necessario, servirà poi un piano più robusto. L'Europa ha capito che servirà un piano shock d'investimenti pubblici e privati che facciano ripartire l'economia. Servono misure restrittive e comportamenti corretti della popolazione, l'emergenza sanitaria è prioritaria.

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