Il miglior saluto ai tempi del virus? Quello del porcospino!

28.5.2020.porcospino

Il miglior saluto ai tempi del virus? Quello del porcospino!

Nè gomiti avvicinati e neanche caviglie che si "baciano" in maniera goffa e disordinata.

Il miglior saluto in tempo di Coronavirus è quello del porcospino.

Di cosa si tratta? Di un saluto che combina in maniera egregia ed emozionale tutte le disposizioni necessarie al mantenimento della giusta distanza per evitare il contagio. Distanziamento, assenza di contatto ma soprattutto tanto affetto.

Il saluto è nato prendendo spunto da un antico racconto di Schopenhauer che, nel 1851, scriveva a proposito di alcuni porcospini. Una fredda giornata d’inverno questi simpatici animaletti si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche. Il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò nuovamente a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno: di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali. Finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.

E funziona esattamente così anche questo tenero saluto. Basta tenersi a distanza, girare il palmo della mano verso l'altro, tenere il contatto visivo ed avvicinare la mano al cuore. 

A spiegarlo in maniera chiara e divertente, questo simpatico corto di Angelo Monoriti:

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